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	<title>Segnalazioni &#8211; CeSGO</title>
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	<description>Centro Studi Storici sui Genovesi e l&#039;Oltremare</description>
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		<title>Barker, Hannah, That Most Precious Merchandise</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sandra Origone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 17:19:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><strong>Barker Hannah, <em>That Most Precious Merchandise, The Mediterranean Trade in Black Sea Slaves, 1260-1500</em></strong>, University of Pennsylvania Press, Philadelphia 2019, pp. 1-314, 2 mappe, 5 tavole, 16 grafici.<span id="more-152"></span></p>
<p>         Il volume, il cui titolo richiama la realistica e forte espressione del teologo domenicano Felix Faber, offre una nuova e ben documentata sintesi sul traffico degli schiavi dal Mar Nero al Mediterraneo nel tardo medioevo. In questo contesto si tratta,</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Barker Hannah, <em>That Most Precious Merchandise, The Mediterranean Trade in Black Sea Slaves, 1260-1500</em></strong>, University of Pennsylvania Press, Philadelphia 2019, pp. 1-314, 2 mappe, 5 tavole, 16 grafici.<span id="more-152"></span></p>
<p>         Il volume, il cui titolo richiama la realistica e forte espressione del teologo domenicano Felix Faber, offre una nuova e ben documentata sintesi sul traffico degli schiavi dal Mar Nero al Mediterraneo nel tardo medioevo. In questo contesto si tratta, da una parte, dell’utilizzazione urbana di soggetti di entrambi i sessi, dall’altra, dell’inserimento nei quadri militari dello stato egiziano di individui di pelle chiara nativi della regione pontica settentrionale. È particolarmente ampio lo spettro delle fonti utilizzate, tanto latine quanto arabe.</p>
<p>Per l’ambito latino si spazia dalle imprescindibili testimonianze degli atti notarili e da quelle di carattere giuridico, amministrativo, letterario e diplomatico concernenti i domini coloniali genovesi e veneziani alle opere di strategia e propaganda crociata.</p>
<p>Per l’ambito arabo vengono utilizzate fonti meno consuete, quali la trattatistica musulmana, le compilazioni riguardanti la normativa religiosa, le raccolte di pareri legali, cui si aggiungono cronache, opere geografiche, repertori biografici e racconti di viaggio.</p>
<p>Organizzato in sette capitoli, il volume esamina il significato della schiavitù nei diversi contesti del Mediterraneo medievale; le differenti percezioni dello status dello schiavo; l’accettazione della schiavitù comune alle società mediterranee in riferimento a Genova, Venezia, l’Egitto; le pratiche del mercato degli schiavi e le modalità della tratta; il mercato del Mar Nero con il coinvolgimento delle diverse popolazioni pontiche (riferimenti, ad esempio, ad Armeni, Abkhazi, Alani, Circassi, Mingreli, Mongoli, Russi ecc.); le problematiche, le modalità e le consuetudini relative al commercio degli schiavi.</p>
<p>Il tema della schiavitù in rapporto alla crociata chiude infine il lavoro facendo riferimento alla ben nota questione degli embarghi contro l’Egitto. La questione, in genere investigata come affare religioso sulla base dei trattatisti e della propaganda del tempo, viene qui reinterpretata grazie a una nuova prospettiva di indagine evidenziando la ragione prettamente mercantile degli stati, in specie Genova, Venezia ed Egitto, impegnati a fronteggiarsi nel complesso sistema dei traffici mediterranei.</p>
<p style="text-align: right;">(S.O.)</p>
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		<title>Koukouni, Ioanna N., Chios dicta est... et in Aegæo sita mari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sandra Origone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2023 18:47:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Koukouni, Ioanna N., <em>Chios dicta est... et in Aegæo sita mari: Historical Archaeology and Heraldry on Chios</em></strong>, 330 pagine; 18 figure, 6 carte, 125 illustrazioni, Oxford, ArcheoPress, Oxford 2021.<span id="more-167"></span></p>
<p style="text-align: left;">Il volume suddiviso in due parti, precedute da una dettagliata descrizione del metodo di indagine e delle fonti materiali e scritte, si propone di offrire una discussione sull’archeologia e la storia del passato bizantino e genovese di Chio dopo più di cento anni dall’opera di G.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Koukouni, Ioanna N., <em>Chios dicta est... et in Aegæo sita mari: Historical Archaeology and Heraldry on Chios</em></strong>, 330 pagine; 18 figure, 6 carte, 125 illustrazioni, Oxford, ArcheoPress, Oxford 2021.<span id="more-167"></span></p>
<p style="text-align: left;">Il volume suddiviso in due parti, precedute da una dettagliata descrizione del metodo di indagine e delle fonti materiali e scritte, si propone di offrire una discussione sull’archeologia e la storia del passato bizantino e genovese di Chio dopo più di cento anni dall’opera di G. Zelotas. Oggetto dichiarato della prima parte (A) è la regione del Monte Amani al cui centro spicca il villaggio di Volissos, dominato dal kastro. L’indagine del primo capitolo si rivolge a questo territorio, il meno contagiato da influenze esterne, situato nel nord-ovest dell’isola e disseminato di opere difensive, castra, torri, castelli, che sono stati trascurati dalla ricerca archeologica del passato, come del resto – avverte I. Koukouni − lo sono state le testimonianze del periodo bizantino nella zona centro-meridionale (tranne alcune rinomate eccezioni: chiese di Nea Monì, di Panaghia Krina e porzioni del kastro di Chio), sopraffatte dalla ricostruzione delle opere difensive e dalla ripianificazione dell’assetto rurale durante il periodo genovese. Un altro capitolo è dedicato all’esame della storia sociale ed economica dell’isola in una prospettiva diacronica con particolare riferimento alla fasi bizantina e genovese. La seconda parte (B) riguarda le fasi delle dominazioni genovese e ottomana e quella del ritorno all’indipendenza dell’isola, studiate in modo affatto nuovo attraverso le iscrizioni (private, civiche e religiose) e l’araldica. In particolare testimonianze parlanti del ruolo delle famiglie che hanno costellato la storia dell’isola, gli stemmi sono espressione del prestigio nobiliare genovese che si è esteso anche in ambito greco grazie alle contaminazioni tra i ceti privilegiati delle due comunità affermandosi fino ai rami dinastici secondari dell’aristocrazia bizantina, senza contare la diffusione ottocentesca dello stemma nell’ambito delle corporazioni a riprova del prestigio assunto dai ceti professionali. Il volume, basato su un’ampia bibliografia, su una dettagliata catalogazione dei siti, su un vasto repertorio di fonti materiali, scritte e orali, corredato di appendici, glossari, figure, carte e illustrazioni, offre una riconsiderazione critica delle interpretazioni del passato fornendo riflessioni per un inquadramento originale della storia dell’isola. Ed anche il vuoto del periodo alto-medievale acquista una ragione nella permanenza di un habitat rurale silenzioso, ma sempre presente. La forza della società rurale dell’isola costituisce il fattore di questa continuità capace di riproporsi nella gestione fondiaria dell’aristocrazia e nell’attività agricola dei contadini, divenendo un elemento altamente attrattivo per chi – come i genovesi, i veneziani e i turchi − aveva mirato ad impadronirsene.</p>
<p style="text-align: right;">(S.O.)</p>
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